Testimonianze

Cosa hanno detto i grandi su Bajdo

È uno dei più grandi artisti del calcio che io abbia mai incontrato; e conosce quest’arte così bene da renderla utile al gioco della sua squadra. Per me, incarna il prototipo stesso dell’arte e dello stile di gioco del suo Paese.

Bernard Vukas non è solo uno dei migliori giocatori al mondo, ma è anche, tra i pochi, uno sportivo impeccabile ed esemplare.

Sepp Herberger Allenatore della Germania, campione del mondo nel 1954 (Svizzera).

Vukas, il giocatore snello dotato di un tiro potente e di grande intelligenza, che può essere schierato in qualsiasi ruolo in attacco, è l’orgoglio della Jugoslavia; gli esperti al di fuori del suo Paese valutano le sue doti con particolare stima, come dimostra la sua convocazione nella squadra della FIFA.

Walter Nausch Giocatore della prima “Wunderteam” austriaca degli anni ’30, capitano della nazionale austriaca (1948–1954), direttore tecnico della squadra della FIFA nel 1953.

Che la sua 50ª presenza in nazionale veda Bernard sempre altrettanto utile alla sua squadra; che la sua carriera internazionale possa durare il più a lungo possibile grazie a uno stile di vita sportivo e sano. Questi sono i miei più sinceri auguri per questo simpatico e illustre calciatore.

Pierre Pibarot Allenatore della Federazione calcistica francese (1951–1954), allenatore della squadra dell'UEFA nel 1955.

Conosco Vukas proprio in questo modo; ho avuto modo di constatare di persona, a Londra, Belfast, Helsinki, Vienna, Parigi e Budapest, la sua eccellente condotta in campo e fuori dal campo.

Gusztáv Sebes Fondatore della famosa nazionale ungherese del dopoguerra e suo allenatore (1949–1957), vicepresidente della UEFA.

Bernard Vukas è una figura molto nota nel mondo del calcio internazionale, non solo in Jugoslavia ma anche in tutta Europa. L’ho visto giocare in molte occasioni e mi ha sempre colpito per la sua velocità, la sua abilità e il suo comportamento sportivo. Si dice spesso che un calciatore di alto livello possa giocare in qualsiasi ruolo all’interno della squadra. Questo vale per Vukas, poiché sembra trovarsi «a suo agio» in ogni ruolo.

Walter Winterbottom Dirigente e allenatore della Nazionale inglese (1946–1962).

La conferma definitiva della perfezione di questo giocatore mi è stata data durante la partita Italia-Jugoslavia a Torino, in cui il mio amico Bernard è stato uno spettacolo a sé stante.

La partita del «Resto del Mondo» del 1953 a Wembley mi ha confermato le capacità tecniche illimitate di questo atleta, che non esito a definire «fuori classe».

Gianpiero Boniperti Un calciatore della Juventus, pluricampione d'Italia, nazionale italiano e giocatore della nazionale europea.

A mio avviso, se oggi si dovesse mettere insieme la migliore squadra del mondo, non ci sarebbero dubbi su chi occuperebbe il ruolo di centravanti. La scelta ricadrebbe sicuramente su Vučko.

Il suo gioco è intelligente e ben strutturato dal punto di vista tattico e tecnico. È eccellente nel dribbling ed è difficile togliergli la palla.

Nándor Hidegkuti Da lungo tempo membro della nazionale ungherese e pluricampione ungherese con la squadra del Vörös Lobogó.

Ho avuto modo di osservare Bernard Vukas all’opera in diverse occasioni, durante le ultime tre partite tra Francia e Jugoslavia e nella partita tra Gran Bretagna e il Resto d’Europa, e ogni volta ho potuto apprezzare la sua grande tecnica e il suo eccezionale senso del gioco. Per me, e per la maggior parte dei francesi, è il miglior giocatore jugoslavo.

Il suo gioco viene paragonato a quello dei migliori ungheresi, come Puskás, Kocsis e altri.

È stato un vero privilegio poter giocare al fianco di Vukas a Belfast.

Raymond Kopa Giocatore del Reims, pluricampione di Francia, membro della nazionale francese e campione continentale.

Vukas ha giocato con la maglia dell’Europa contro la Gran Bretagna all’inizio di questa stagione ed è stato senza dubbio uno dei protagonisti della squadra europea. Non dimenticherò mai la sua straordinaria tripletta e la sua brillante prestazione nella partita di Belfast, che lo hanno consacrato come uno dei più grandi giocatori al mondo.

Stanley Matthews Famoso calciatore dello Stoke e del Blackpool, nazionale inglese (1934–1957) e allenatore di calcio. Ha concluso la sua carriera all’età di 55 anni.

Vukas è uno dei migliori attaccanti contro cui abbia mai giocato nella mia carriera calcistica, e non esagero quando affermo che è il miglior attaccante al mondo.

Ho avuto l’opportunità di giocare al fianco di Bernard Vukas nella squadra del Resto d’Europa contro l’Inghilterra e la Gran Bretagna.

Vorrei dire che il mio unico desiderio è quello di poter giocare con calciatori come Vukas, se potessi e mi fosse permesso farlo.

Ernst Ocwirk Giocatore della squadra austriaca Vienna Austria, pluricampione, capitano della nazionale austriaca e due volte campione continentale. Uno dei migliori difensori al mondo.

Quando si parla di grande calcio, si cita anche la Jugoslavia, e quando si affronta il tema dei migliori calciatori del mondo, il tuo nome compare tra i primi.

Caro amico Vukas, ti rispetto e ti stimo come calciatore di altissimo livello, ed è da tempo che desidero giocare per te e con te.

Fritz Walter Giocatore del Kaiserslautern, pluricampione di Germania, capitano e calciatore più amato della Germania, nonché vincitore della Coppa del Mondo del 1954 (Svizzera).

Quello che abbiamo visto da quel Vukas: durante la partita, non solo ha ricoperto tutti i ruoli in attacco, ma ci ha anche mostrato tutta la sua capacità di penetrazione, Perfezione tecnica: con un tiro potente ha creato le situazioni più complesse, ma le ha anche risolte e sfruttate alla perfezione in una frazione di secondo, il che lo colloca tra i calciatori di livello internazionale.

Dr. Willy Meisl Uno dei giornalisti sportivi più stimati al mondo, fratello di Hugo Meisl, ideatore della “Wunderteam” austriaca degli anni ’30.

In un contesto del genere, Vukas divenne il portabandiera della scuola calcistica del suo Paese. Allo stesso tempo era sia artefice che strumento dell’attacco; possedeva le virtù di un centravanti nella capacità di finalizzazione e nella prontezza nel tiro, quelle di un collegamento per il suo ritmo di gioco e l’immensa distanza che riusciva a percorrere in una partita, nonché le qualità di un’ala nelle sue lunghe incursioni alle spalle della difesa. Alla base di tutto ciò c’è l’indispensabile arte del controllo di palla.